lunedì 20 gennaio 2014

EVENTO ANTROPOLOGICO

VIVO EVENTO ANTROPOLOGICO ECONOMICO E POLITICO

ComuniMappe propone una lettura collettiva di alcuni stralci significativi del libro che più di ogni altro ha fatto da supporto culturale alle proteste dei movimenti contro la finanziarizzazione del pianeta.

VENERDI' 24 GENNAIO 2014

c/o HUB via Serra 2/f (dietro il teatro Testoni) Bolognina 

Accorda il dibattito Pino de March
Legge e commenta il libro di Graeber Paolo Bosco
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h. 18.30 - piccolo aperitivo conviviale
h. 19.00 - presentazione, commenti e letture dal libro DEBITO (ed. il Saggiatore)
h. 20.00 - discussione con i presenti
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Approfondimenti:

- Secondo Graeber il problema dei debiti è che averne troppi non solo fa male ma, ancora più importante, rovina la propensione degli esseri umani ad aiutarsi a vicenda.

Biografia. 
David Graeber è un antropologo e un militante anarchico. Ha proposto lo slogan, poi divenuto universale, dove si mette in evidenza la proporzione tra chi detiene nel mondo la ricchezza e chi la subisce (il 99%). Graeber ha contribuito a far diventare "Occupy Wall Street" un movimento globale.
Graeber è diventato un attivista solo dopo le proteste del 1999 contro il vertice dell’organizzazione del commercio (World Trade organization)  di Seattle. A quel tempo era professore associato a Yale, e si rese conto che stava nascendo il movimento a cui aveva sempre desiderato di partecipare.  Per Graeber questo è stato un periodo particolarmente felice. A  New Haven faceva lo studioso,  a New York,  dove passava gran parte del suo tempo, faceva  l’anarchico.  In quell’insieme di militanti, artisti e burloni che si autodefiniva  Direct Action network (rete di  azione diretta) , aveva trovato una nuova comunità.  La pacchia è finita nel 2005, quando Yale gli ha revocato il contratto prima che Graeber potesse concorrere ad una cattedra.  Lui ha presentato ricorso,  ed il suo caso è diventato una causa, non solo nell’Università ma anche all’interno della comunità dei docenti di  antropologia. Graeber sostiene di essere stato preso di mira , almeno in parte a causa del suo attivismo politico. Altri hanno affermato che l’università moderna  è proprio querl genere di organizzazione gerarchica a cui  Graeber si opponeva sul piano filosofico e alla quale era inadatto per temperamento. Oggi Graeber è assistente di antropologia sociale presso la Goldsmith University of London.


Aggiungi didascalia

Sul libro:
 “ Graeber prova a dare una risposta a molti interrogativi: perché per esempio, pagare i debiti è considerato moralmente doveroso e, al tempo stesso chi presta soldi per vivere è malvisto?  Gli argomenti usati da Graeber lo pongono in aperto contrasto con il pensiero economico dominante, tanto che finora gli economisti lo hanno per lo più ignorato.  Ma per raggiungere un pubblico più vasto non avrebbe potuto scegliere un momento migliore. Il suo libro fornisce infatti un inquadramento intellettuale al movimento che ha contribuito a creare.  La rabbia ancora amorfa dei manifestanti di Zuccotti park  tende a concentrarsi intorno a due elementi: il primo il peso del denaro in politica, l’altro  è il debito: mutui, carte di credito, prestiti agli studenti e, soprattutto,  il diverso trattamento riservato, dopo la crisi finanziaria del 2008 ai debiti delle grandi finaziarie e a quelli dei cittadini.  “il suo è un  pensiero profondo. Graeber studia i movimenti e le rivoluzioni da sempre “, dice Kalle Lasn, fondatore di Adbusters, la rivista anti-consumista canadese che ha lanciato la protesta.   E’ uno capace di chiedersi: “questa cosa che stiamo vivendo è qualcosa come il sessantotto o come la rivoluzione francese? “.  Per Graber, infatti, gli sviluppi attuali si inquadrano in una vicenda più generale: nella storia il debito è servito per controllare i sudditi e le loro risorse, con il solito obiettivo di finanziare le guerre. E quando un numero sufficiente di persone s’indebita troppo, di solito scoppia la rivolta. “

Testo tratto da  Drake Bennett,  BLOOMBERG BUSINESSWEEK , USA,  

( Internazionale -  922 – novembre 2011)