giovedì 9 gennaio 2014

Scritti intorno all'Urbe

Scritti intorno all'Urbe. 
Cambiare il paradigma. 

Già pubblicato sul blog Giorgio Patuelli il 2 agosto 2010. 

Ad un primo sguardo questo insieme di pensieri, potrebbe sembrare la ennesima edizione di qualche allegato di urbanistica di questo o quel quotidiano, ma magari riuscissi a scrivere cose così interessanti da far spargere l´inchiostro alla rotativa. Le polveri vulcaniche e le fluttuazioni degli indici mi confermano che ormai la lancetta supera di molto il colmo.  
Quale sia poi questo fatidico colmo del quale siamo arrivati al fine scala, ma è chiaro è la misura dell´illogicità degli avvenimenti, della grettezza dei rapporti interpersonali, delle assurdità che le istituzioni ci somministrano quotidianamente, costantemente e senza vergogna  con una fantasia sempre più perniciosa, questa si che ha del miracoloso esempio di stupidità umana.
Corro il rischio, sapendolo, di essere appellato come l´utopista di turno tanto più togato e dotato di enciclopedia, rigorosamente cartacea sotto il braccio, ma non sarà certo questa mia disanima ad impensierire i paladini della globalizzazione a tutti i costi o agli ecologisti incalliti. Ad ogni tornata di secolo o addirittura di millennio le varie cassandre si sentono in obbligo di gonfiare i polmoni tanto da dargli fiato e svelare l´ultima profezia catastrofica che ci dovrà capitare tra capo e collo al ripresentarsi della ormai affaticata eclisse di turno.
Lungi da me accodarmi a tale coro ma questa volta i tempi sono davvero stretti e potrebbe rivelarsi pure sbagliata la famosissima profezia Maya del 2012, si ma per difetto, perché tutto ci potrebbe cadere di mano ancor prima, sbriciolandosi al suolo come una delicatissima porcellana cinese.
Che strano, proprio l´esempio della teiera cinese mi è scappato dalla penna.
Allora come mi riaggancio alla volontà di scrivere di urbanistica e di architettura, certo solo parlando della necessità di cambiare il paradigma dei nostri rapporti interpersonali dell`insieme della società, dobbiamo cambiare scenario e target, l´obiettivo deve essere quello di una scelta di vita che non deve più considerare normale la prevaricazione egoistica e l´insostenibile volontà di non dare la speranza ad una umanità che preme al confine della società.
Non può essere una flebile leggina sulle quote d´accesso dei lavoratori stranieri dei vari stati che potrà riequilibrare anni, decenni, millenni di sviluppo squilibrato in aree vaste come continenti, ma nemmeno potrà una rivoluzione comunista portare sollievo ad una umanità priva di prospettive.
E´solo il ribaltamento del fine, la sincerità dei rapporti umani che non devono più basarsi sul mero egoismo personale, sul calcolo del dividendo, ma svilupparsi nel ricercare un nuovo ambiente che secondo antichi principi può riscrivere nuovi scenari.
Il fine ultimo è la ricerca dell´unione con il Creatore, solo questo scopo potrà riequilibrare l'andamento a dir poco zoppicante del pianeta proprio perché questa ricerca è cardine della natura che mai come adesso ci mostra le sue distonie.
E´imperativo quindi essere sinceri, condividere ideali uguali, identici, univoci privi di interpretazioni filosofiche, etiche o morali, pensiamo dunque alla purezza scabra di un menhir che segna il tempo, null´altro ci deve preoccupare solo il fine alla partecipazione nel Creato non come Creatura spettatrice ma parte integrante del Creatore.
Questo è appunto il progetto da ricercare, da perseguire, con la parola paradigma vogliamo specificare che ci si identifica come essere in una comunità che ha ben chiaro un insieme di idee e anche ne conosce il modo e il metodo di come perseguirne gli intenti, dicasi anche società o ambiente, il tutto omogeneo, una comunità di ricercatori della verità che si riconoscono e vi si identificano.
Un salto di qualità che i tempi ci impongono di fare, tornare indietro per proseguire il cammino della ricongiunzione nella Gerusalemme terrena, tutto passa nella riscoperta e nell´uso di quegli equilibri che fondavano il villaggio archetipico, giungere nel luogo da dove siamo partiti, riunirci in quella comunità che unita percorre le vie verso il Creatore.
Ed è nostro compito porne le basi, spirituali e materiali, che possiamo ritrovare come guida chiare e forti anche nella Kabbalah divulgata dal Rav Micael Laitman, fondatore e presidente del Bnei Baruch Kabbalah Educational and Research Center.
Uno dei cardini della kabbalah divulgata da BB è la creazione dell´ambiente perché è l'ambiente che ci deve portare come un chiaro binario verso lo scopo spirituale e questo ambiente da spirituale potrà e dovrà essere anche materiale progettato e realizzato come risultato sociale di una comunità che cristallizza le proprie idee in un nuovo abitare perché è nuova la sua visione globale del fine della vita.

Solo uniti.

lunedì 6 gennaio 2014

Nasce Orizzonti Sostenibili.


Orizzonti Sostenibili.

Orizzonti sostenibili è una associazione culturale che ha come scopo la diffusione dei sistemi energetici integrati mediante l’uso delle energie rinnovabili e sostenibili in relazione a nuovi sistemi sociali di aggregazione.


Si fa sempre riferimento alle parole: sistemi integrati energetici, proprio per fare comprendere che l’energia è sempre al capo della filiera economica e sociale, ma anche al suo estremo da cui ne consegue che l’energia in tutti suoi aspetti: sociali, economici e politici ha condizionato e continua a condizionare fortemente tutto il sistema evolutivo mondiale e sempre in modo più incisivo.

Ormai dovrebbe apparire chiaro che la trasformazione dell’energia immagazzinata nei fossili derivati o affini, è obsoleta, antieconomica, di breve durata, inquinante, ma soprattutto non democratica; perché accentra il potere nelle mani di pochi e non facilita la distribuzione a tutti, nei modi e nei tempi desiderati e ad un prezzo equo e stabile.

L’energia non si produce, almeno con le nostre attuali conoscenze, l’energia la si trasforma, la si trasporta e la si immagazzina e tutto questo con grande difficoltà anche per la crescente continua ed inarrestabile domanda che il globo registra.

Gli ultimi cinquanta anni sono stati testimoni di un velocissimo sviluppo di tutta una serie di tecnologie capaci di “intercettare” l’energia in modo nuovo e di riconsiderare “vecchie fonti” di energia inesauribile.

Ma permane comunque il problema della concentrazione del potere nelle mani di pochi grandi competitori mondiali che dopo avere gestito la materia prima petrolio e gas naturali, hanno messo le mani sulle nuove tecnologie per lo sfruttamento delle fonti inesauribili, perpetuando così un palese sistema post colonialista che vede intere nazioni e continenti tarpate nel proprio evolversi a causa di assurdi monopoli energetici.

E’ indubbio che non saranno certo questi centri di potere, con i loro investimenti in ricerca a rendere velocemente queste tecnologie sempre più efficaci e competitive, non ne avrebbero l’interesse.

Orizzonti sostenibili si rifà in tutto e per tutto alla missione propria del Club di Roma e nei suoi fondatori.

Altro riferimento importante è nella persona di Jeremy Rifkin: di cui sposiamo in toto il pensiero e l’agire ed è nostra esplicita intenzione seguire, conoscere e applicare le sue idee.

Per questo cenacolo di uomini di buona volontà è indubbio, che una svolta possibile verso uno sviluppo sostenibile passa anche attraverso la giusta distribuzione delle ricchezze del pianeta e che una la ricchezza primaria è quella che genera il calore e il sorriso tra gli uomini, è l’energia, ma l’energia che non passa per un oligopolio, una energia ad personam: libera, semplice, facile, per tutti e a basso costo.

In sintesi l'attività di Orizzonti Sostenibili consiste nell'approfondire dal punto di vista  culturale, sociale e tecnico le tematiche dello sviluppo sostenibile, attraverso:

·        la pubblicazione di rapporti, ricerche periodici anche come casa editrice;
·        divulgazione presso scuole di ogni ordine e grado;
·        formazione presso enti pubblici e privati;
·        l' organizzazione di workshop, seminari ed incontri;
·        l'individuazione e  diffusione delle buone pratiche sulla sostenibilità;
·        il supporto tecnico ad imprese ed enti;
·        lo studio e la realizzazione di comunità ecosostenibili;
·        sistema di scambio non monetario


E’ dunque nostra missione promuovere, studiare, progettare e sviluppare nuovi sistemi energetici integrati di qualunque tipo ed anche in special modo sullo sfruttamento delle potenzialità dell’idrogeno.

Per tutto questo non siamo dimentichi che la cultura se non è nata ha certo preso forma e si è caratterizzata anche quando poche migliaia di uomini, non sappiamo ancora quanto sapiens, stavano davanti ad un falò a scambiarsi idee a scaldarsi ad illuminarsi di quelle fiamme che ci hanno sempre protetto accudito e formato attraverso i millenni.

Così vogliamo promuovere il dibattito, il confronto e lo stare insieme ponendo l’energia, la tecnologia e non solo al centro delle nostre idee.



Giorgio Patuelli